ROCCA DI ENTELLA
Giorno 13 Aprile 2025 il Presidio CAI di Salemi organizza un’escursione presso uno tra i più noti insediamenti archeologici e naturalistici: “Rocca di Entella” .
La Riserva Naturale Integrale “Rocca di Entella” è stata istituita nel 1995 dalla Regione Siciliana e affidata in gestione al Club Alpino Italiano-Sicilia. Ricade nell’alta valle del Fiume Belìce, nel territorio comunale di Contessa Entellina (PA).
NFORMAZIONI GENERALI
Interessi prevalenti: geomorfologici, geologici, storici e paesaggistici
Tempi di percorrenza: ore 4,00 Dislivelli 147 m (da 410 a 557 m s.l.m.)
Difficoltà Escursione: di modesta lunghezza, senza grosse difficoltà Classificazione (E)
Periodo consigliato: Primavera e autunno
Come raggiungere la Riserva: Dall’uscita Poggioreale-Salaparuta-Diga Mario Francese (km 56,1 circa) Strada a Scorrimento Veloce Palermo-Sciacca (SS 624). Proseguire a sinistra, seguendo le indicazioni Rocca di Entella. Al bivio seguire, a destra, le indicazioni Contessa Entellina, fino all’evidente indicazione turistica ROCCA D’ENTELLA. Procedere lungo la stradella in salita fino allo spiazzo/parcheggio, da dove cominciano i percorsi a piedi.
INFORMAZIONI NATURALISTICHE
Rocca di Entella: una riserva di natura, miti e storia.
La Riserva è costituita da due zone a diverso regime vincolistico: la Zona “A” di riserva, costituita dall’intero sviluppo della Grotta di Entella; la Zona “B” di preriserva, comprendente una porzione della Rocca di Entella, per un’estensione complessiva di circa 20 ettari. L’interesse scientifico della Rocca è legato, principalmente, agli aspetti geologici e geomorfologici in quanto è costituita da rocce sedimentarie di origine chimica, le evaporiti, rocce molto solubili che caratterizzano vaste aree centrali dell’Isola e che si sono formate durante quel particolare periodo geologico chiamato Messiniano in cui la Sicilia, e tutto il Bacino del Mar Mediterraneo, si trovavano in piena “crisi di salinità” a causa della parziale chiusura della Stretto di Gibilterra, in un ambiente che doveva ricordare gli attuali ambienti di sabka (clima fortemente arido). Al suo interno un fiume sotterraneo ha formato la Grotta di Entella, motivo istitutivo dell’area protetta e una tra le principali grotte conosciute nei gessi siciliani. Si tratta di una cavità ormai inattiva, cioè al suo interno non vi è più uno scorrimento costante di acqua. Si estende su tre diversi livelli di gallerie per uno sviluppo complessivo di più di 700 metri, ma ancora non si può considerare del tutto esplorata. Forse è da attribuire al particolare luccichìo della roccia gessosa il nome di “Grotta dei Dinari- Grutta di li dinari” con cui le popolazioni locali conoscono la Grotta di Entella o, forse, tale nome è da collegare alle numerose leggende che la vogliono custode di un immenso tesoro, protetto da un incantesimo che impedisce a chiunque di impadronirsene. Dal 2003, in seguito ad una frana di crollo che ha interessato la parte antistante la Grotta di Entella, le visite guidate in ambiente ipogeo sono state sospese. L’accesso alla grotta è attualmente riservato soltanto a speleologici e ricercatori. Per la sua posizione nell’ambito del comprensorio, la Rocca di Entella è a tutti gli effetti un’ “isola” sotto il profilo bio-ecologico. L’area presenta interessanti aspetti di vegetazione naturale, tra cui spicca in particolare la prateria steppica dominata dall’Ampelodesma (Ampelodesmos mauritanicus), grossa graminacea cespitosa che funge egregiamente da freno all’erosione. Sulle pareti rocciose si è insediata una vegetazione rupicola particolare, con presenza di specie adattate ai substrati gessosi come, ad esempio, la crassulacea Sedum gypsicola, specie a distribuzione mediterranea occidentale abbastanza frequente sui gessi siciliani ma assente nel resto d’Italia e la crucifera Diplotaxis crassifolia, endemica dell’area mediterranea Sud-occidentale. La parete rocciosa, che borda la Rocca ad Ovest e a Sud, costituisce luogo di sosta o di nidificazione per molte specie di uccelli, in particolare rapaci.
L’intera Rocca è inoltre sottoposta a vincolo archeologico per la presenza dei resti di Entella. La città (fondata, come Erice e Segesta, dagli Elimi, un popolo proveniente probabilmente dalla Anatolia, trapiantato in Sicilia nel XIII-XII sec. a.C.) sembra avere avuto autonomia politica fino al 404 a.C., quando fu occupata da mercenari campani. Durante il IV sec. a.C. attraversò alterne vicende sotto il dominio siracusano, campano, punico; durante la prima guerra punica passò infine sotto Roma. Contesa tra Saraceni e Normanno-Svevi, nel 1246 fu distrutta da Federico II in seguito alla ribellione dei suoi abitanti arabi. I più rappresentativi reperti archeologici rinvenuti durante gli scavi condotti dalla Scuola Normale di Pisa, sono osservabili nell’Antiquarium “G. Nenci”, nel centro abitato di Contessa Entellina.
Attrezzatura ed equipaggiamento
È obbligatorio l’uso degli scarponcini da trekking con calzettoni, abbigliamento idoneo al trekking secondo il clima, zainetto, borraccia con acqua. Non sono ammesse scarpe da tempo libero.
Raduno dei partecipanti presso il rifornimento Taoil, prima dello svincolo per Poggioreale, alle ore 9.00.
I non soci che vogliano partecipare alle nostre escursioni, lo potranno fare per massimo 3 escursioni all’anno, versando per ognuna un contributo di 5,00 €(minori di anni 18 gratis).
Inoltre, entro il giovedì antecedente l’escursione, dovranno compilare i moduli di adesione, raggiungibili a questi link:
https://www.caipalermo.it/wp-content/uploads/2023/01/PA-Consenso_Non_Socio.pdf
https://www.caipalermo.it/wp-content/uploads/2023/03/norme-non-soci.pdf
ed inviarli firmati alla nostra email palermo@cai.it
I non soci possono eventualmente attivare un’assicurazione infortuni giornaliera (facoltativa), al costo di 8,40 € recandosi presso la nostra Sezione il giovedì antecedente l’escursione, dalle 17:30 alle 19:00, in via N. Garzilli, 59 – Palermo.
È importante tenere presente che non si tratta di semplice passeggiata nei prati o nei boschi, ma di escursione in montagna che, pur non presentando rischi e difficoltà dal punto di vista alpinistico, né necessitando di particolari indumenti e attrezzature, prevede comunque una certa predisposizione alla montagna e un adeguato equipaggiamento per eventuale pioggia o freddo. Ciascun partecipante dovrà attentamente valutare se l’escursione sia adatta alle proprie capacità fisiche, allo stato di salute e di allenamento.
